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Utente: kiaraik
Nome: Chiara
disco immaginale. campionario d'imperfezioni. magma incandescente. giungla di domande. amore per il bello.

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giovedì, 05 giugno 2008

<< Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura di scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificarne chi l'ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l'impressione che lo stesso destino che ha messo in terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a  riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perchè si capisce - si tocca con gli occhi - che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione. >>
(Cesare Pavese, "Prima che il gallo canti - La casa in collina")
postato da: kiaraik alle ore 00:03 | link | commenti (21)
categorie: citazioni, libri, visioni

Commenti
#1   05 Giugno 2008 - 00:26
 
Concordo su ciò che hai scritto!!Comunque a me il tuo blog piace molto!!A presto!!:*****
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aria1980

#2   05 Giugno 2008 - 20:58
 
Parole forti, scritte, ma piu' forti di un grido. Commoventi, perchè vere, troppo e intensamente vere.
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#3   06 Giugno 2008 - 00:16
 
ciò a conferma che v'è nell'uomo una tale inclinazione al "fare" male; dalla quale una quantità di azioni "in-umane" non potrebbero mai essere spiegate.
è sempre l'Uomo, l'animale adoratore, "il demiurgo creativo" di tutte le rovine del mondo, e a renderlo, nel contempo, omicida e suicida, assassino e vittima.

un saluto
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#4   06 Giugno 2008 - 09:19
 
Uno scritto molto intenso, che "non fa prigionieri".
Ho l'idea che tu, qui, non abbia più tanta voglia di divagare.
:-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente scaramouche

#5   06 Giugno 2008 - 12:47
 
Scar: beh, quando ho riportato quel brano no, non avevo voglia di divagare, di raccontare le mie solite fesserie. ma poi, illustrarlo con un mio vecchio acquerello che ritrae due Meduse che stanno per stringersi la mano, come per una tregua, ma si scambiano uno sguardo tutt'altro che pacifico, e tengono per i capelli dei folletti/ostaggi.. forse era un tentativo di alleggerire il tutto. come quando nei film (es. le scene finali di taxi driver) dipingono il sangue di un colore innaturale perchè non faccia troppa impressione :-)
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#6   06 Giugno 2008 - 21:48
 
Parole che sembrano lame conficcate nella pelle che non riesci a togliere....
Brava, complimenti per la scelta. Buona serata.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Daphne86

#7   06 Giugno 2008 - 22:25
 
La guerra di Piero

Fabrizio de André

"Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi
lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente
così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve
fermati Piero , fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce
ma tu non lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore
e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia
cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato
cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno
Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all'inferno
avrei preferito andarci in inverno
e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole
dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi."

Pavese scriveva racconti, De André poesie, ma il risultato è identico: il rifiuto della guerra, di tutte le guerre, perché chi resta vivo, alla fine, non riuscirà comunque a dimenticare quello che ha visto, e non è detto che restare vivi sia la cosa migliore.
Bel post, Chiara. Sono testi che fanno pensare molto.
Il mio saluto per te con un abbraccio.





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#8   07 Giugno 2008 - 18:40
 
Sono considerazioni molto profonde di un grandissimo.
In ogni modo esiste sempre, credo, un'assimilazione fra vincitore e vinto, Achille e Ettore, che alla fine si trasforma nella vera realtà. In ogni guerra esistono solo vinti, perché non c'è mai vittoria.
Un bacio.
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#9   07 Giugno 2008 - 23:03
 
Il problema è che ci si dimentica che ogni caduto, prima di cadere, è uguali a chi resta.
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#10   07 Giugno 2008 - 23:29
 
perchè dubiti?
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#11   09 Giugno 2008 - 22:07
 
Ti lascio un saluto!!!:****
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#12   10 Giugno 2008 - 14:46
 
mi piace...
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#13   10 Giugno 2008 - 15:50
 
Poco fa commentavo il post di una persona, sui prigionieri di guerra spariti nei campi di concentramento o morti "ignoti", Quello che mi stupisce è sentire che molti reduci di quell'inferno rimpiangono i tempi (il ventennio fascista) che li ha portati a vivere quelle esperienze terribili.
Ecco perché non nutro eccessive speranze sui cambiamenti di civiltà e di tolleranza.
Ciao
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#14   10 Giugno 2008 - 20:44
 
Come va?
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#15   10 Giugno 2008 - 20:59
 
Venite a commentare sul mio blog il post di wonderely sulla violenza alle donne. Buona serata.
Andrea
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#16   10 Giugno 2008 - 21:09
 
carraralibera, piantala con lo SPAM!
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#17   11 Giugno 2008 - 00:41
 
Bene, per la prima volta nella mia vita ho vinto un concorso.....con una poesia scritta l'estate scorsa.
Da piccola la mia preferita era Beth, timida, dolce e malaticcia come me....però Jo era la scrittrice e non potevo non amarla.
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#18   12 Giugno 2008 - 13:57
 
Bellissimo l'acquarello,mi piace:)è una tecnica che non ho mai provato,ma lo farò:)un sorriso uggioso...
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#19   12 Giugno 2008 - 21:10
 
Ciao Kiaraik, che bella l'immagine. Di chi è?
Per quanto riguarda il testo di Pavese direi che è perfetto, tanto da rendere superfluo ogni mio commento!
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#20   12 Giugno 2008 - 22:34
 
come non essere d'accordo. un saluto.
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#21   14 Giugno 2008 - 18:27
 
Non ci posso credere, è tuo *_* Complimenti vivissimi!
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